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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Madre

Chiesa Madre




La chiesa Madre, dedicata a S. Bartolomeo, situata in posizione sopraelevata nella piazza Regina Margherita, registra due fasi costruttive: la struttura interna (tre navate) è settecentesca, mentre il prospetto è dell'Ottocento. Anche questa chiesa fu ricostruita dopo il terremoto del 1693. L'esterno è curato nei minimi dettaglia con una scalinata che dona altezza ed imponenza alla struttura, con la presenza di due campanili che delimitano la facciata, e il portale bronzeo con le raffigurazioni della vita di San Corrado Confalonieri incise.
La facciata propone un disegno (di cui non si conosce ii progettista) che coniuga elementi della tradizione tardo-barocca con elementi neoclassici.
Di una tendenza stilistica del sec. XIX è, infatti, il suo preminente sviluppo orizzontale, determinato da due ordini, chiusi in alto da un largo timpano ad arco ribassato.
L'interno basilicale, a tre navate divise da pilastri di ordine toscano, si presenta unitario e con un respiro monumentale. Privo di decorazioni, consente una chiara leggibilità architettonica che mette in risalto l'elegante ritmo delle finestre del secondo ordine, intervallate da lunette. Restano ancora integre sia la cupola ribassata del transetto, sia le eleganti cupole a padiglione delle cappelle delle navate laterali.
Ai lati dei due altari del transetto vanno segnalate quattro sculture in stucco che purtroppo hanno subito infelici ridipinture: Mosè e Aronne (altare sinistro), Allegorie delle Virtù (altare destro).
Tra le opere da segnalare all'interno la tela della SS. Trinità con S. Francesco di Paola in preghiera (sec. XVIII), opera anonima di buona fattura; il monumento funebre di Don Giovanni Statella, (1638), un sarcofago in marmo rosso sostenuto da due leoni accovacciati e due putti reggistemma posti sopra il sarcofago. Molto deteriorate sono le due tele di S. Tommaso e di S. Nicola.
Il Crocifisso, dipinto su croce lignea (secc.XV-XVI), presenta un'interessante iconografia tardobizantina. Il Cristo nudo, con perizoma, dai tratti anatomici schematizzati, ha una testa reclinata in avanti all'interno di un nimbo sporgente dal piano ligneo.
Nelle estremità dei bracci della croce sono rappresentati Maria (a sinistra), Giovanni (a destra) e il pellicano in alto. Nella lettera di donazione alla chiesa La marchesa Pilegra, vedova Statella, nel 1738, scrive: «credo esser opera di Trapani».




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